E’ stata presentata, questa mattina a Potenza la candidatura al Parlamento Europeo di Sandro Fucito, attuale presidente del Consiglio Comunale di Napoli, per la lista LA SINISTRA, circoscrizione meridionale.
La lista de La Sinistra rappresenta il tentativo, dopo anni di divisioni e molecolarizzazioni, di rimettere insieme quei pezzi di critica al pensiero unico neoliberista che ha caratterizzato l’Europa di Maastricht e della Trojka, ossia quell’Europa che, sulla spinta di un capitalismo sempre più vorace, ha prodotto un estremo allargamento della forbice tra condizioni economico-sociali interne agli Stati, e condizioni economico-sociali tra Stati.
Quindi una lista di sinistra che non si rivolge però alla sola sinistra, ma che vuole parlare a tutti quei mondi che in questi anni hanno visto peggiorare le proprie condizioni materiali di vita che però non sono rassegnati e che, non cedendo alle pulsioni egoistiche di emergenti nazionalismi e sovranismi, continuano a pensare a all’Europa come luogo di ricostruzione.
Una Europa che recuperi una idea sostanziale di democrazia, in cui a contare tornino ad essere i popoli e non le tecnocrazie; una Europa in cui le persone – le donne e gli uomini – tornino a contare più della moneta e delle banche; una Europa che ripensi al welfare a partire da politiche del lavoro e di sostegno reale al reddito che ridiano dignità alle lavoratrici e ai lavoratori, e che riapra un patto sociale in cui i diritti non siano più barattati a ribasso, come accaduto in questi anni.
Una Europa politica e non solo economica, dunque, capace di diventare un faro rispetto alle grandi questioni planetarie che oramai s’impongono, a partire dai drammatici cambiamenti climatici che caratterizzano questa epoca e dalle grandi migrazioni… una Europa aperta dunque, capace di accogliere le sfide che si muovono nel mondo e, con esse, accogliere anche le donne e gli uomini che bussano alle sue porte perché scappano da orrori indicibili: siano esse guerre; siano esse carestie… una Europa che non distingue tra ultimi e penultimi in incomprensibili e barbariche liste di proscrizione.
Ma l’Europa di cui parliamo è anche l’Europa dei suoi sud: di quel Mediterraneo che nella storia europea ha rappresentato, da sempre, una porta verso l’oriente ma che, soprattutto, ha rappresentato una porta verso il mondo; del Mezzogiorno italiano che, in questi anni è stato completamente derubricato dall’agenda politica tanto nazionale quanto europea.

