Carola Rackete ha salvato dei naufraghi. Li ha portati in Italia perché la Libia - come ora riconosce il ministro degli Esteri Moavero - non è un porto sicuro. Dopo aver atteso invano in mare 17 giorni che Italia ed Europa decidessero, li ha fatti sbarcare a Lampedusa. E ora affronta il processo. A differenza di Salvini, che si è fatto proteggere da un voto parlamentare dei 5 Stelle. Tocca ora ai giudici, indipendenti dal potere politico secondo Costituzione, decidere se la capitana della Sea Watch abbia violato il divieto del decreto sicurezza bis per interessi personali o per arroganza. O se invece abbia agito -come noi pensiamo- in stato di necessità. La Sinistra continuerà a sostenerla, come ha fatto fino ad oggi anche attraverso molte iniziative territoriali. La sosteniamo non solo in nome dell’imperativo etico di mettere al primo posto l’integrità della vita delle persone, ma anche perché ha applicato le leggi internazionali. E perché possiamo escludere con certezza che il contatto o in generale qualsiasi situazione di pericolo sia stata da lei cercata o voluta.
Carola Rackete ha salvato dei naufraghi

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