«In un Paese normale chi salva una vita viene ringraziato. Nell’Italia di Salvini invece, viene messo sotto accusa» Lo afferma Nicola Fratoianni de La Sinistra.
«Dovremmo dire un grazie enorme - prosegue l’esponente della sinistra - a chi in queste ore, Marina Militare e Mediterranea hanno salvato persone che senza il loro intervento sarebbero morte. L’annuncio di un sequestro di Nave Mare Jonio è grave e inaccettabile - conclude Fratoianni - Fermare chi salva le vite significa semplicemente aumentare il numero di chi muore».
Intanto riprendono le partenze di imbarcazioni dei migranti dalla Libia e l’Italia riapre i porti mentre nel Mediterraneo senza soccorsi si continua a morire.
Sessanta persone disperse e 16 salvate in un naufragio al largo di Sfax, in Tunisia. Tre corpi sono stati recuperati. La notizia, lanciata da Alarm phone è stata ufficialmente confermata dal portavoce del ministero della Difesa tunisino, Mohamed Zekri. L’imbarcazione era partita da Zwara sulle coste libiche ed è poi affondata. A dare soccorso ai migranti un peschereccio tunisino che li ha presi a bordo per poi trasferirli su una motovedetta della Guardia costiera tunisina nel frattempo giunta. I superstiti hanno detto di essere partiti in 75. Dunque i dispersi sono una sessantina.
Un altro barcone con a bordo un centinaio di migranti, tra cui donne e bambini, si troverebbe in difficoltà al largo della Libia. E’ ancora Alarm Phone, che in un tweet scrive: “Più di 100 vite a rischio, incluse 24 donne e 8 bambini! Abbiamo ricevuto una chiamata stamattina da una barca partita dalla Libia. Comunicazione difficile per segnale debole. Abbiamo chiamato la guardia costiera italiana appena abbiamo ottenuto posizione GPS. La cosiddetta guardia costiera Libica non risponde”.

