Spuntano sacchi di rifiuti speciali sotto il cantiere 81B della Pedemontana, a Trissino, provincia di Vicenza. Sul bianco delle “Big Bags”spiccano, la R nera su sfondo giallo dei rifiuti speciali e la sigla HP7 dei rifiuti cancerogeni. “Parliamo di 270 metri cubi di plastica, nylon, cemento ed amianto, interrati illegalmente nel cantiere. Questo sono le grandi opere volute da Lega e PD: economia tossica, fondata su consumo di suolo, scavi, cave e stoccaggio di rifiuti tossici. - dichiara Elena Mazzoni di LA SINISTRA - Dove sono stati trovati quei rifiuti? Da quanto tempo e perché erano lì? Il sindaco di Trissino si assuma le responsabilità che derivano dal suo ruolo: informi i cittadini e agisca verso la famiglia Marzotto, con un provvedimento che obblighi alla bonifica del sito, perché non vogliamo che i cittadini del Veneto debbano subire una Miteni bis”, continua Mazzoni riferendosi al noto caso di inquinamento da Pfas.
Questo episodio si unisce alle novecento tonnellate di sostanze illegali scoperte a Vicenza a Marzo, alle novemila tonnellate sotterrate nelle strade dell’alto Polesine e all’allarme lanciato da Legambiente sul legame tra le ecomafie ed il ciclo dei rifiuti in Veneto.
“Le affermazioni di Zaia sono vergognose, si parla di amianto, sostanza cancerogena, e non si dice nulla su un’altra potenziale contaminazione, quella sotto villa Marzotto. Non si ferma il numero dei decessi dovuti all’inquinamento da amianto, ancora presente in edifici privati, pubblici, e spesso abbandonato, nonostante siano trascorsi 27 anni dalla sua messa al bando. E’ tra le principali voci di un ambito ampio e sottovalutato, che richiederebbe un intervento deciso: le bonifiche. L’agenzia europea per l’ambiente conta in Europa 340.000 siti da bonificare; 12.482 di questi sono in Italia; solo con i siti di interesse nazionale, 57, si creerebbero 200.000 posti di lavoro, realmente necessari per la salvaguardia del territorio e la salute dei cittadini, a fronte di un investimento pubblico di dieci miliardi. L’arretratezza dello stato delle bonifiche, anche a fronte di finanziamenti avvenuti, è lampante: da Bagnoli a Marghera, da Priolo a Gela E a Pieve Vergonte, passando per tutte le altra aree, ci sono sei milioni di cittadini che vivono in costante rischio sanitario. I governi nazionali e regionali si sono prodigati in consulenze, conferenze dei servizi, ma nella sostanza, poco o nulla. Il “fare” è stata solo una demagogica narrazione. La regione Veneto si assuma le sue responsabilità invece di minimizzare in modo vergognoso”.
Elena Mazzoni, LA SINISTRA, Sinistra Europea GUE/NGL

