Nuovo sciopero per il clima venerdì 24 maggio, mentre fioccano mozioni sull’emergenza climatica, adesioni, sostegno, selfie in piazza e ambientalismi dell’ultima ora, che si appropriano di temine, li svuotano di analisi e significato e li trasformano in vuoti vessilli da agitare.
Un Green Washing strumentale e furbesco, spesso messo in atto dagli stessi che, con le loro scelte politiche e la loro visione dell’economia, hanno creato i presupposti per la drammatica attualità.
Abbiamo circa 10 anni per vincolare i governi a scelte energetiche, produttive, economiche, che contengano l’aumento delle temperature entro 1 grado e mezzo.
Lo dice l’IPCC e ci dice anche che il cambiamento climatico è incontrollabile e distruttivo.
Per questo si sono mobilitati i giovani di tutto il mondo.
E dietro loro il seguito opportunista di chi, in questi anni, il Pianeta lo ha riempito di emissioni di gas serra; di chi ha consumato energia; di chi ha incentivato i fossili; di chi trivella i mari; di chi non vota provvedimenti mirati a ridurre il consumo della plastica; di chi affossa la legge sull’acqua pubblica; di chi appoggia e sostiene le Grandi Opere, come la TAV e la Pedemontana, che è diventata una discarica di rifiuti, 270 metri cubi di plastica, nylon, cemento ed amianto, interrati illegalmente nel cantiere, scoperti solo la scorsa settimana; di chi produce, inquina, fallisce, licenzia e se ne va, lasciando dietro di sé territori violentati e cittadini malati di tumore.
Una visione dell’economia tossica, fondata su consumo di suolo, scavi, cave e stoccaggio di rifiuti illegali, spreco di risorse, corruzione e tangenti, come nel caso degli arresti del 7 maggio in Piemonte e Lombardia, almeno la metà dei quali per bonifiche ambientali.
Per questo non convince la corsa al dichiararsi “Green”, per questo non convince l’ambientalismo “ne di destra, né di sinistra”: la crisi in atto è conseguenza del capitalismo neoliberale e se non si dice, con chiarezza, che il sistema capitalistico va messo in discussione, non si eviterà il collasso climatico.
Il Capitale si comporta come sa fare: depreda, fa profitto, lascia ad altri i danni da pagare.
Non può esistere ambientalismo senza un’analisi critica del capitalismo, senza la connessione, forte, tra ambiente e sociale, tra lavoro ed ecologia, tra salario e sostenibilità.
Il Rosso marcato che, nel simbolo del GUE, campeggia sul Verde, questo è, la nostra visione di ambiente, la nostra visione di sociale.
Noi siamo sinistra verde, 26 of May for future!


